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‘Brubeck was right!’ is a clear nod to the celebrated pianist and bandleader who found success with ‘Take Five’ and ‘Blue Rondo a’ la Turk’, among others, regularly using odd rhythms in the jazz idiom between the ‘50s and ‘60s. This is what the title ‘Brubeck was right!’ tells us, with an exclamation point. Quite appropriate for the content of this fantastic disc that you are about to listen to. But I’ll tell you: now that you know it, don’t think about it too much. Open the package, let the music take off and don’t lose that joy of un-awareness. Don’t search frantically for a compliance between the intentions and the notes you hear soaring through the air. Let yourself be carried away by the endless rhythmic, tonal and melodic inventions of this trio that knows perfectly how to shift gears between adrenaline charged pieces and intense ballads that flow in a track-list, captivating, dynamic and surprising, to say the least. Jazz is creativity, energy, feeling. It is continuous originality, even when well known pieces are being played. In Lucrezio de Seta’s project with Ettore Carucci and Francesco Puglisi, what is not declared, but is at the base of everything, is playing. Playing jazz and expressing themselves through jazz. Moving across intense and elegant pieces like Confusion and Ghost, written by Carucci, or joyfully stretching out with On Green Dolphin Street, reborn here in an unexpected, alternate rhythmic version. Or A Night in Tunisia, masterfully rendered in 7/4 time and which de Seta’s drums completely redesign, leaving us the satisfaction of following the brilliant theme. After listening, the meaning of the title, and of the exclamation point will be very clear: and you will have experienced an electrifying journey back, from the music to the project it underlies.

'Brubeck was right!' è una chiara citazione alla figura del celebre autore di 'Take Five' e 'Blue Rondo à la Turk' che, a cavallo fra gli anni '50 e '60, utilizzò in modo sistematico le ritmiche dispari nell’idioma jazzistico. Questo ci dice il titolo Brubeck was right!, con il punto esclamativo, congruo con il contenuto del bel disco che state per ascoltare.. Ma vi dirò: ora che lo sapete, non ci pensate più di tanto. Aprite l’involucro, fate partire la musica e non vi perdete la gioia dell’inconsape-volezza. Non cercate affannosamente una rispondenza tra le intenzioni e le note che ascolterete volare nell’aria, lasciatevi trascinare dalle infinite soluzioni ritmiche, timbriche, melodiche di questo trio che sa bene come si cambia registro tra pezzi adrenalinici e ballad intense, che si rincorrono in una scaletta a dir poco accattivante dinamica, sorprendente. Il Jazz è creatività, energia, feeling. E’ novità continua, anche quando si suonano pezzi stranoti. Il progetto di Lucrezio de Seta, con Ettore Carucci e Francesco Puglisi, quello non dichiarato ma alla base di tutto, è suonare, suonare il Jazz, ed esprimersi attraverso Il Jazz. Passando per brani originali intensi ed eleganti come Confusion e Ghost, firmati da Carucci, o godendosi On Green Dolphin Street che rinasce in una versione ritmica alternata sorprendente. O A Night in Tunisia, resa magistralmente con un tempo in 7/4 e che la batteria di de Seta ridisegna completamente pur lasciandoci la soddisfazione di seguirne il tema geniale. Dopo aver ascoltato, apparirà molto chiaro il significato del titolo, e di quel punto esclamativo: e avrete sperimentato un elettrizzante percorso a ritroso, dalla musica al progetto che è ad essa sotteso.

Daniela Floris